Ci sono viaggi che ti riempiono gli occhi.
E poi ci sono quelli che ti cambiano il ritmo interiore.
Questo è uno di quelli.
Sono partita da Milano con l’idea di vedere un Egitto diverso. Non solo piramidi e templi, ma silenzi, spazi infiniti e quella sensazione rara di essere lontana da tutto. Spoiler: è esattamente quello che ho trovato.
Giorno 1–2: verso Siwa, dove il tempo si allunga
Dopo l’arrivo al Cairo, si parte subito verso ovest.
Direzione: oasi di Siwa.
Il viaggio è lungo, molto lungo. Ma è anche il primo vero ingresso nel cuore del deserto egiziano.
Una sosta a El Alamein può essere interessante (soprattutto per chi ama la storia), ma quello che colpisce davvero è il contrasto lungo la costa: cantieri ovunque, progetti faraonici come Ras El-Hekma che stanno ridisegnando completamente questa zona.
Poi, piano piano, tutto sparisce.
Restano solo strada, sabbia, qualche cammello… e un silenzio che inizia già a farsi sentire.
💡 Consiglio da agente: organizzate bene le soste. Un pranzo in un locale locale (come Alahrar) spezza il viaggio e lo rende molto più sostenibile.
Siwa: acqua nel deserto e tramonti che restano
Siwa è uno di quei posti che non hanno bisogno di filtri.
Essenziale, autentica, a tratti quasi rude. Ma vera.
Qui ho trovato:
E poi le strutture: semplici, a volte spartane… ma perfettamente coerenti con il luogo.
🎒 Nota sincera: non aspettatevi lusso. Qui il valore è l’esperienza, non il comfort.
La sera nel campo tendato, con il pollo cotto sotto la sabbia e il cielo pieno di stelle, è uno di quei momenti che difficilmente si raccontano bene. Si vivono.
Il deserto del Sahara: adrenalina e silenzi
l momento in cui le gomme del 4x4 vengono sgonfiate è simbolico.
Da lì in poi cambia tutto.
Dune su cui si vola (letteralmente), discese che ti fanno ridere come una bambina, e poi all’improvviso… il nulla.
E poi il mio momento preferito:
un tappeto nel nulla, frutta fresca, tè caldo sul fuoco e il sole che scende piano.
Non serve altro.
Bahariya e il Deserto Bianco: paesaggi quasi lunari
Dopo il rientro al Cairo, si riparte verso Bahariya.
Qui il paesaggio cambia ancora:
Il pranzo al sacco nel nulla, senza anima viva intorno, è uno di quei momenti che ti riconnettono davvero.
📵 Curiosità: la rete qui va e viene. Ed è una fortuna.
Ritorno al Cairo: il grande classico, visto con occhi diversi
Dopo tutto questo, tornare al Cairo ha un sapore diverso.
Le piramidi? Sempre incredibili.
La Sfinge? Iconica.
Ma è la cena sul rooftop, con le luci e il profilo delle piramidi davanti, che chiude davvero il cerchio.
A chi consiglio questo viaggio?
A chi:
A chi invece ama solo resort e ritmi comodi… forse no.
La cosa che mi porto a casa
Il silenzio.
Quello vero.
Quello che non sei abituata a sentire.
Se stai pensando a un itinerario simile o vuoi capire se è il viaggio giusto per te, scrivimi.
Ti racconto cosa cambierei, cosa rifarei identico e come renderlo davvero tuo.


Se stai cercando una destinazione esotica e autentica per il tuo prossimo viaggio, il Senegal potrebbe essere la scelta perfetta.
