Raggiungere Phi Phi è già di per sé un'avventura. Il lungo volo dall’Europa a Phuket, con scalo a Mosca (nel nostro caso, ma spesso si vola via Dubai), un'ora in taxi fino all’attracco del traghetto. Dopo due ore di navigazione, ancora assopiti, scorgiamo affiorare dalla distesa blu, lungo la linea dell’orizzonte, gli imponenti massi erbosi, all’apparenza miti custodi della meraviglia che le isole serbano.  L’emozione della scoperta è difficile da trattenere per il resto della traversata. Alla fine della terza ora approdiamo a Koh Phi Phi Don, esattamente dietro la spiaggia nella punta settentrionale dell’isola, dove si affacciano tutti gli hotel della piccola costa, di circa 500 metri di estensione. Sono solo quattro: da nord, il Natural Resort, lo Zeavola, l'Erawan Resort e l'Holiday Inn. Il molo di attracco è davvero caratteristico, con ponti levatoi, carrucole e palizzate del vecchio approdo abbandonato, degno delle migliori ambientazioni di Lost. Per raggiungere gli alberghi veniamo caricati con le nostre valigie nei rimorchi di alcuni trattori, e dal molo si parte, attraversando la spiaggia, a pochi metri dagli ombrelloni aperti, fino ad arrivare alla reception. È questo il nostro primo vero contatto con l’isola: una lingua di spiaggia finissima e bianca, delimitata nel suo confine terrestre dalla vegetazione, in mezzo alla quale sorgono le strutture degli hotel, e dalla parte opposta dolcemente abbracciata dall'acqua più limpida che abbiamo mai visto. L'azzurro chiaro del mare si confonde e sfuma in quello del cielo. In acqua, solo qualche bagnante con maschera e boccaglio… o con il berretto di babbo natale. E noi che temevamo il caos delle vacanze di fine anno!

 

Scesi dal trattore, i nostri primi passi sulla spiaggia sono scricchiolanti: la sabbia finissima cigola pigra al contatto con i nostri piedi, sembra quasi voler rimarcare lo sforzo di sorreggerci. Appena entrati nella reception dell'Holiday Inn, accolti con riguardo e cura, ci chiedono di toglierci le scarpe, attenzione che si ripeterà nei giorni successivi, quando frequenteremo la Spa dell'hotel.

La nostra camera è un bungalow immerso nella foresta che delimita la spiaggia. La mattina ci svegliamo al canto delle decine di uccelli diversi che popolano la fitta vegetazione,

curata minuziosamente dai giardinieri della struttura.

 

 

 

 

 

Dopo colazione, raggiungiamo la spiaggia, dove troviamo sempre delle sdraio libere. L'ombrellone, qui, non serve: basta posizionarsi sotto le fronde di uno degli alberi rigogliosi per godere della sua ombra. Il miracolo è il silenzio di cui possiamo godere, visto che nel nostro tratto di spiaggia ci sono veramente pochissimi turisti. Il mare è piatto, l’acqua trasparente e calda. Un’atmosfera surreale! Basta immergersi a poche decine di metri dalla riva e, tutto attorno agli scogli, pesci multicolore e granchi timorosi, a loro volta, ci osservano con curiosità.

Per pranzare e cenare, varie capanne sulla spiaggia offrono cibo tailandese e pesce alla griglia.

Non manca la parentesi “chill out”: al tramonto, la terrazza panoramica dell’Holiday Inn attende gli ospiti nella piscina a sfioro che domina la baia e regala tramonti da far invidia a Santorini, con aperitivo, dj set e incantevoli rapaci, che da lontano tutto controllano, cullati nel loro lieve planare al tramonto. Tramonto

 

 

Quello che ci circonda è già di per sé una meraviglia, ma scopriamo la vera magia nelle gite in barca con Patar Somporn, un ragazzo di Krabi che noleggia la sua long tail boat offrendosi come guida tra le perle smeraldine di Phi Phi. Affidandoci alla sua esperienza, scopriamo angoli di paradiso, baie deserte (soprattutto partendo alle otto della mattina del primo giorno dell’anno, mentre tutti dormono) e panorami ai quali nessuna fotocamera potrà mai rendere giustizia.  Sembra di entrare in un angolo di mondo inesplorato… passare attraverso questi enormi massi verdi incute quasi soggezione e, tuffandoci dalla barca nelle acque color smeraldo ci sentiamo degli invasori. Le mille varietà di pesci che popolano queste baie ci nuotano accanto, come allegri compagni di gioco. 

 

Mentre contempliamo la selvaggia bellezza di Phi Phi, udiamo il rombo del motore di un’altra long tail boat sopraggiungere… saliamo nella nostra e ripartiamo, alla volta di nuove baie.

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